Libro Vagabondo_Quarantunesima tappa
Non ho un buon rapporto con Fano, ho esordito entrando da Emera, non riesco mai a godermi questa città: la prima volta sono arrivata che era già buio, la seconda c’era il mercato e oggi, bè oggi diluvia!
Ma il tempo di appoggiare l’ombrello e di farmi accogliere dal sorriso e dalla stretta di mano di Emanuele e Dagmara e avevo dimenticato il grigio e l’umido dell’autunno che da oltre la vetrina continuava a fare il suo corso. Ma non qua, non tra le mura di questa piccola libreria che, come i suoi proprietari, mi è apparsa subito come un luogo di calore e di luce, un luogo dove volersi fermare un poco. E io qua, tra chiacchiere, battute e qualche racconto, mi sono fermata parecchio, tanto da dimenticarmi che avevo un treno da prendere e che in autunno le giornate si accorciano ogni giorno un poco di più.
Emanuele e Dagmara sono una coppia, il matrimonio ha qualche mese in più della libreria
(la libreria ha preso vita in maggio di quest’anno), ma coppia lo erano già da prima del matrimonio. Ho usato il congedo matrimoniale per fare la selezione dei libri da far entrare da Emera, mi racconta Dagmara, ora lo sanno anche al lavoro, aggiunge, puoi scriverlo. Perché Dagmara ha un lavoro che la occupa per metà giornata, lavoro in smart, mi dice. Avevo chiesto il part-time prima che nascesse Emera, non reggevo più un ritmo di lavoro troppo intenso, avevo bisogno di un tempo diverso; però ora, aggiunge, di lavori ne ho due e, credimi, appena finisco il mio lavoro di ufficio, corro qua e non vedo l’ora di farlo. Emanuele, invece, ha lasciato un lavoro nel mondo dell’editoria, anche lui stressato o insoddisfatto della vita che faceva, ha deciso di trovare un modo diverso di viverla quella vita. Ho provato anche a fare il concorso da bibliotecario, mi dice, ma poi abbiamo deciso di dare voce al nostro sogno.
Emera nasce da una cena, mi racconta Dagmara, già ci pensavamo ovviamente, ma quella sera abbiamo chiesto a un amico libraio se con una libreria ci si poteva campare, se ci si poteva vivere considerando l’opzione affitto. Lui ci ha risposto Sì, non ci si diventa ricchi, ma ci si può vivere.
E noi che non siamo persone di grandi pretese, abbiamo deciso di provarci e di iniziare a cercare il luogo adatto.
Abbiamo avuto la fortuna di trovare questo locale in una via di passaggio, mi raccontano, è la via che porta al mare,
in fondo però abbiamo sempre pensato che tutto sta nel creare comunità e poi la gente in libreria ci viene,
noi da lettori andavamo fino a Pesaro, dato che qua a Fano c’erano solo due librerie ma di catena. Due librerie che non riscontravano i nostri gusti. Perché Emanuele e Dagmara hanno gusti ben precisi e particolari (Dagmara cerca storie belle e raccontate bene, rifugge la banalità, si illumina quando racconta quelle storie che parlano di resistenza, legge più libri insieme, ama sia i romanzi che i saggi. Emanuele riesce a lasciare i libri a metà, li abbandona se non trovano il suo gusto e il suo gusto è molto ricercato e, io direi, “difficile”, predilige una bella scrittura a una bella storia, mi parla di libri antichi). E il loro gusti si trovano qua, da Emera, in questa piccola libreria che si propone come scelta diversa, dove le case editrici indipendenti regnano (pochissimi titoli non appartengono a questa selezione) e dove, anche la scelta delle case editrici da proporre è stata frutto di un’accurata selezione.
Gli spazi da Emera non sono grandi, ma anche i piccoli lettori hanno uno scaffale a loro dedicato. Poi ce n’è uno più piccolo per la poesia, del resto i librai mi hanno confessato fin da subito di amare la scrittura poetica ed Emanuele ha anche pubblicato un libro di poesie, una sorta di poema. E anche Dagmara scrive, lei ha pubblicato un romanzo e mi dice che continua a scrivere, che lo fa sempre. Ma dove trovi il tempo, due lavori e la scrittura!
Sono abituata a programmare le mie giornate, mi dice, l’ho sempre fatto, da quando studiavo e dovevo anche lavorare per mantenermi e per non perdere la borsa di studio, a volte penso che mi perdo un po’ il bello con tutta questa organizzazione!
Ma questo modo di essere e il fatto che sia io che Emanuele abbiamo fatto lavori che prevedono la gestione di progetti, ci ha aiutati nell’impostare e nel mandare avanti la parte burocratica della libreria. Nel non perderci i pezzi per strada, nel sapere di quali supporti abbiamo bisogno per arrivare ad avere tutto sotto controllo. Ovviamente ora è presto per capire se ci stiamo riuscendo o per dire come sta andando Emera, continuano, ora possiamo solo dire che la risposta di Fano è stata positiva, in molti entrano e ci dicono Finalmente una libreria!
A me affascina molto cercare di capire l’approccio che dobbiamo avere con chi entra da noi, mi dice Dagmara: c’è chi vuole essere accolto e guidato, chi vuole solo poter girare in silenzio senza interferenze. I primi tempi noi pensavamo di dover accogliere e parlare con tutti, poi abbiamo capito che a volte dobbiamo fare un passo indietro e aspettare, del resto, anche noi da lettori, abbiamo sempre preferito stare per conto nostro, girare magari anche un’ora senza parlare con nessuno. Poi, certo, c’è chi vuole dei consigli e per poterli dare io faccio sempre un mucchio di domande, mi dice Dagmara, mi spaventa il lettore che mi dice Fai tu!
Mi raccontano di come abbiano studiato in rete ciò che c’è da sapere su distributori e grossisti, ma soprattutto mi dicono di essersi interfacciati con altre librerie per chiedere consiglio, per avere una visione di cosa fosse meglio fare o non fare. E io ritrovo quei nomi che ho incontrato nel mio viaggio (ritrovo Ilgiralibri ed Elsa Libreria Creativa) e penso a quanto sia bello questo fatto delle librerie che fanno comunità, poi per un momento mi sento parte di quel mondo che sto iniziando a conoscere e frequentare.
Scrivi un libro, mi dice Emanuele, raccogli questo tuo viaggio, queste persone.
Poi mi mostrano due scalini che portano al retro della vetrina, dove è esposta una piccola esposizione di foto. Abbiamo voluto fortemente questo spazio, mi raccontano, vogliamo dare la possibilità ad artisti di esporre e farsi conoscere, ovviamente noi mettiamo solo il luogo, non facciamo né vendita né altro, tutto gratuitamente, per noi è importante che da Emera entri anche l’arte. Ed è stato commovente, mi racconta Dagmara, vedere l’emozione degli artisti che hanno esposto finora: per loro questa è stata la prima mostra personale.
Qua l’arredo, mi racconta Emanuele, a parte le classiche librerie Ikea, arriva da recupero di pallet, poi mi indica alcune lampade esposte qua e là, dicendomi che sono prodotte da un negozio locale, e che loro semplicemente le mettono in mostra, fanno un poca di pubblicità al territorio insomma.
Noi Fano non eravamo mai riusciti a vivercela, lavorando fuori non avevamo mai l’occasione di esserci nella quotidianità, e questo fatto di essere in centro, mi raccontano, di avere i contatti con gli abitanti della città, di esserci insomma ci piace parecchio.
Abbiamo organizzato alcune presentazioni e collaboriamo con @read.and.play.libri , blog che intende parlare della musica nei romanzi, sia come libri che parlano di musica, ma anche come romanzi che hanno una loro colonna sonora e con loro abbiamo partecipato a eventi presso i @bagnielsa3 , bagni che hanno un occhio di riguardo per queste iniziative. Mentre Dagmara parla io penso a come da Emera l’arte voglia e riesca a entrare in ogni modo, in ogni forma.
Poi mi raccontano di non avere un gruppo di lettura: ma non so se vogliamo farne uno, del resto noi non abbiamo mai partecipato a gruppi di lettura, mi dicono, poi qua a Fano ci sono già e sono ormai storici e gestiti dalla biblioteca. Però aggiungono, stiamo pensando a una cosa diversa, un qualcosa che possa avvicinare alla libreria ma in modo alternativo, ma lo dobbiamo ancora studiare e provare se funziona. Io, ovviamente, dato che non sono riuscita a carpire loro un’anteprima, ora sono curiosissima di sapere di cosa si tratta e resterò appiccica alla pagina di Emera in attesa che venga svelato.
Ma non temete che essere coppia nella vita e anche al lavoro, portarvi a casa questo lavoro (perché credo sia inevitabile farlo) possa logorare il vostro rapporto? chiedo ai librai, anche se vedendoli così vicini, così affiatati, intuisco già la risposta. E, infatti, sorridendo, Dagmara mi risponde No.
Era peggio prima, quando a casa portavamo il nostro stress e le nostre frustrazioni; Emera per noi è come un figlio, e in una coppia un figlio è un progetto che bisogna portare avanti insieme, condividere, esserci entrambi e sempre.
Prima di questo incontro mi ero preparata sul significato di Emera, onde evitare figuracce avevo pensato, ma ora lo chiedo a Emanuele, che mi risponde guardando Dagmara e sorridendo:
è la fusione dei nostri due nomi Em (Emanuele) e Ra (il finale di Dagmara). Io rido e dico che pensavo volesse dire giorno, dal greco. Be’ anche quello, mi dicono, ma quel significato è arrivato dopo, del resto, aggiunge Dagmara, cosa sono i libri se non luce, se non giorno.
Mi sono affezionata all’istante a Dagmara ed Emanuele, li ho seguiti dal primo giorno di apertura e sapevo già che qua mi sarei sentita bene. È stato davvero bello conoscerli e scoprire questa realtà e la generosità di questa giovane coppia. Un entusiasmo il loro che è percepibile nell’aria e nella luce, appunto, di Emera. Luce nonostante un temporale autunnale che continuava a non dare tregua, luce che mi sono portata con me per strada e in treno, con le scarpe zuppe e i pantaloni umidi e gli occhiali appannati da mascherina ed effetto serra. Grazie ragazzi, per questa boccata di aria bella e serena. In bocca al lupo per tutto e già invidio un poco chi avrà la possibilità di conoscervi e frequentarvi.
E voi tutti se passate da Fano o se siete in zona, fate una deviazione, perché c’è sempre bisogno di un sorriso e di due chiacchiere tranquille e lente, e poi, ovviamente, anche di libri.
Emera libreria indipendente è a Fano (AN), via Garibaldi 75
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qua è dove potrete conoscere Dagmara ed Emanuele e ascoltare le loro risposte alle cinque domande

