Sono in due e sono davvero belli.
Belli nel senso che emanano una luce che, mi ritrovo a pensare, solo l’amore può far trasparire. Lei è bionda, lui ha due occhi blu che stanno brillando. Sorridono con un fare timido, delicato.
Mi dicono che cercano un romanzo da leggere in due, due copie dello stesso romanzo. Lei è in partenza per uno stato africano, lui resterà qui; cercano un filo che li tenga uniti a quella distanza. Oltre all’amore, ovviamente, ma questo non lo dicono.
Non siamo grandi lettori, mi dice lui,
vorremmo una storia che non contenga la guerra, che sia abbastanza lieve, aggiunge. Magari una storia africana, ma anche no.
Alla fine, però, tra le proposte scelgono proprio il romanzo di una scrittrice africana.
Quando li saluto, auguro a loro buona lettura e buon viaggio.
Lei mi ringrazia e mi ringrazia anche lui, come se dovessero partire insieme e, in fondo, forse un poco è così.
Li guardo uscire e spero davvero che siano più forti di chilometri e mesi di lontananza.
Li guardo e penso che un tempo anche io sono stata innamorata e ho condiviso un libro per dimenticare la distanza.
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Sono in quattro. Madre, padre, Daphne di sei anni e il fratello più piccolo che dorme nel passeggino.
Daphne si siede a sfogliare un libro pieno di dinosauri, la madre mi dice che cerca un libro da regalare all’amica seienne della figlia: una storia da leggere, aggiunge. Scegliamo un libro azzurro che racconta di una bambina che ama risolvere i misteri;
ma l’ultima parola spetta a Daphne.
Alla mia amica piacciono le principesse e gli unicorni, sentenzia lei e quando la mamma le chiede se è sicura, risponde, certo la conosco fin dall’infanzia…
Niente principesse dico io alla mamma e niente storie di unicorni, però la bambina della storia, in fondo, è un po’ principessa, aggiungo.
E se provassimo con un altro episodio? Quello con la copertina rosa?
Daphne stacca gli occhi dai suoi dinosauri e dice: credo proprio che questo potrebbe piacerle, poi c’è la torta nel titolo e lei ama le torte.
Il rosa vince ancora, penso io, il rosa, gli unicorni e le torte, ovviamente.

