Sono parecchi mesi che lavoro al mio sito, ho iniziato a giugno, quando, un’amica è partita per un viaggio e io ho “custodito” casa sua. L’ho fatto nella solitudine di giornate calde, in compagnia di due gatti e una gattina malata, mentre mi obbligavo a stare seduta davanti al pc e lavorare. Era da troppo tempo che mi dicevo devo iniziare, per poi aggiungere: domani. Procrastinavo
Era giugno, io avevo uno spazio tutto per me, nessuna distrazione, nessun impegno se non il cibo per i gatti e l’acqua per le piante. E, io che mi ero ripromessa che ce l’avrei fatta da sola, diventavo amica di personaggi che, attraverso ogni genere di tutorial, mi guidavano nel mondo di wordpress.
Era giugno, faceva caldo e io costruivo, distruggevo per poi ricostruire il giorno dopo. E distruggevo ancora.
Facevo schemi su un foglio di carta, per poi cercare di capire come rendere quegli schemi là dentro, oltre allo schermo.
Ogni giorno provavo a realizzare un pezzetto di quella casa, di quel mio luogo: prima i muri, poi le stanze, poi gli armadi. Poi la suddivisione degli scaffali.
Ogni giorno una parte del mio tempo era dedicato a quella casa: a inserire, a modificare, a cercare di migliorare.
Poi sono arrivate priorità diverse, vere o false, e io ho iniziato a rallentare. Ho iniziato a mettere la costruzione di quella casa in coda a tutto il resto. Non riuscivo mai a decidermi per l’arredo giusto, i suppellettili non mi sembravano così azzeccati, sentivo qualcosa di stonato. Mi stavo avvicinando alla fine, mancava davvero poco, presto avrei dovuto aprire la porta di quella casa, avrei dovuto affacciarmi in strada e così ho inserito il freno. Ho iniziato a procrastinare.
Ora sono qua e guardo un’anticamera spoglia, la guardo ogni giorno cercando un’ispirazione o il coraggio forse: mancano i quadri in questa ultima stanza, mancano quelle cose che possono raccontare chi sono e cosa vorrei offrire a chi mi verrà a trovare.
Non sarà perfetta, ma del resto nemmeno io lo sono, mi ripeto mentre guardo quel tappeto verde che è sempre stato certezza. E se pitturassi di verde anche la porta?
Penso mentre procrastino ancora un po’…

