Cime tempestose

Emily Brontë – Einaudi – Traduzione Monica Pareschi

«…Cime tempestose è come sono io, ruvida e spigolosa, e fuori dal mondo, credo. »
[…]
«… non voglio scrivere altro. La vita è così. La vita non è come cercano di raccontarla tutti quegli scrittori affettati e mediocri, tutta salotti raffinati, nobili sentimenti, e parole dette a metà. La vita è furia e ghiaccio. Dovrebbero uscire per un po’ dai loro studi con le pareti rivestite di legno e di caldo chintz e camminare nella vita vera. Dovrebbero vedere come vivono le prostitute, gli operai e i contadini della brughiera. Dovrebbero ascoltare le loro parole, salire sulle montagne e vedere come le ginestre si aggrappano tenacemente al terreno e come i vitelli feriscono le madri quando succhiano. Dovrebbero smettere di affondare i piedi in tappeti morbidi e petali di rosa e camminare tra rocce e pietraie, in mezzo all’acqua ghiacciata dei ruscelli e alle ortiche del cimitero…»
(Tutto questo fuoco_ Ángeles Caso – Marcos y Marcos – traduzione Claudia Tarolo)


Parto da Tutto questo fuoco per arrivare alla mia lettura di Cime tempestose, perché è stato lui a muovere in me la curiosità di leggere un romanzo abbandonato a metà al tempo della scuola e mai più voluto affrontare. Ed è stata proprio questa citazione ad accendere in me il desiderio di leggere questo classico, questa frase che probabilmente Emily Brontë non ha mai pronunciato, ma che rispecchia perfettamente ciò che questo romanzo è: pura passione selvaggia.

Emily Brontë ha il coraggio di raccontarci una storia dove i sentimenti sono i veri protagonisti: fuoco, passione, quell’amore che tutto brucia. Un amore malato, in fondo, assoluto, che porta più dolore, più violenza che altro


“Se tutto il resto andasse distrutto, e rimanesse lui, io continuerei a esistere; e se rimanesse tutto il resto, e lui fosse spazzato via, per me l’universo si trasformerebbe in un grande estraneo. Non mi sembrerebbe più di farne parte. […] Il mio amore per Heathcliff somiglia ai massi eterni che stanno sotto, una fonte di gioia poco visibile ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff: lui è sempre, sempre nella mia mente, non come un piacere, non più di quanto io sia un piacere per me stessa, ma come il mio stesso essere.”

 

Ha il coraggio di “uccidere” la sua protagonista nella prima metà della storia (faccio spoiler, ma credo che chiunque conosca la storia di Catherine e Heathcliff, come chiunque conosce le sorti di Giulietta e Romeo), perché così deve essere, perché, in fondo, Catherine non morirà mai; sicuramente non per Heathcliff, ma in fondo nemmeno per gli altri personaggi, né per noi lettori


“Catherine Earnshaw, possa tu non avere mai riposo, finché io vivo! Hai detto che sono stato io a ucciderti … e allora torna a perseguitarmi! I morti ammazzati perseguitano i loro assassini. Io credo… io so che i fantasmi talvolta tornano sulla terra. Rimani con me per sempre … in qualunque forma tu voglia … fammi impazzire! Solo, non lasciarmi in questo abisso dove non riesco a trovarti! Oh, Dio! Non posso neppure pronunciarlo! Non posso vivere senza la mia vita! Non posso vivere senza la mia anima!”


Ha il coraggio e la modernità di costruire una storia con una struttura fatta di passato e presente, fatta del racconto di Nelly, la governante: tutto passa attraverso i suoi occhi, attraverso il suo modo di sentire e di percepire situazioni e personaggi.
Non mi soffermo a fare un’analisi di Cime tempestose, tanti e più competenti le avranno fatte prima di me, ma dico solo che ho iniziato un libro che credevo mi accompagnasse lentamente verso gli ultimi giorni dell’anno, e mi sono ritrovata travolta dalla storia, tanto da non vedere l’ora di rimanere sola con lei, persa nella brughiera dello Yorkshire del 1800.
Ed Emily riesce a fare questo raccontandoci la Passione.


“… e dunque lui non saprà mai quanto lo amo: e non perché sia bello, Nelly, ma perché lui è me, più di quanto lo sia io. Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali.”


Poi, leggendolo, avevo ben in mente l’immagine raccontata nel libro di Ángeles Caso: Emily e le altre sorelle Brontë, in quel tinello, con il loro scrittoio davanti che, dopo aver svolto tutte le faccende domestiche, dopo essersi occupate degli uomini della famiglia, finalmente si dedicavano alla loro di passione: la scrittura.
E questo incredibile romanzo, è stato scritto così.

Ma Heathcliff lo si ama o lo si odia?