Lei aveva i capelli blu

Sono in piedi, uno di fronte all’altra. Immobili, silenziosi.

A tratti lui, mosso da una scossa più forte del treno, trova l’equilibrio allungando una mano e afferrando il giubbino di lei. Sono giovani, molto giovani, e tutto è delicato nei loro lineamenti.

Li guardo, non posso fare a meno di farlo.


Lei tiene lo sguardo basso e ha i capelli di varie sfumature del blu. Lui ha lo sguardo posato su di lei, sembra quasi attendere qualcosa, forse solo di incontrare il suo sguardo.

Si assomigliano, li immagino fratello e sorella. Lei è quella maggiore, sicuramente, penso.
Ma poi lui le si avvicina e le dice qualcosa all’orecchio, la stranezza di una parola sussurrata in un mondo che continua a urlare, incurante, mai pudico.


Dopo quella parola le posa un piccolo bacio sulle labbra.

Poi tornano in posizione, in silenzio. In attesa dell’arrivo.

Per un attimo li immagino in fuga, personaggi di un romanzo di quelli che si definiscono sulla strada, alla ricerca di un altrove che riesca a contenere il loro essere diversi, il loro essere distanti da un mondo troppo caotico, troppo veloce, troppo…

Il treno si ferma e scendiamo, li lascio alle mie spalle ma continuo a chiedermi che strada avranno preso, che treno o chissà cosa.

Mi chiedo quale sia la loro storia e quale sarà il loro futuro prossimo.


Poi ripenso a quei capelli blu, a un film di un po’ di anni fa: era francese, la protagonista aveva i capelli blu e nel titolo c’era un nome, il suo.