Libro Vagabondo_trentanovesima tappa
Non è la prima volta che varco il portone di Cascina Cuccagna, ma la sensazione di entrare in un luogo che con Milano ha poco a che fare mi si presenta anche oggi. Qua ti senti in dovere di lasciare fuori i rumori, i palazzi di trenta piani che cantava Celentano, il grigio e anche l’afa di una giornata di fine estate. E questo anche se quel portone è aperto sul quartiere, invita a entrare, ti accoglie; ma è bello, per un momento, pensare di essere in campagna, tra orticelli con l’indicazione del seme piantato nella terra e tavolini dove gli avventori, come me, sembrano essere al di fuori (o al di dentro…) da tutto.
Penso che l’anno scorso, quando ho scoperto questo luogo, c’era una fioreria, là dove oggi, anzi poco più di due mesi fa, è sorta la Libreria Brioschi Cuccagna. Una libreria che pare incastonarsi perfettamente nell’ambiente della cascina, adattarsi ai ritmi lenti, alla vita di qualità, alla necessità di fermarsi di assaporarla questa vita.
Poco più tardi un cliente, tenendo in mano un piccolo libro impacchettato dentro a una carta fatta di api gialle, saluterà ostentando un accento straniero e dicendo: Era ora che in questo luogo venisse aperta una libreria!
Penso che l’anno scorso qua ho fotografato quel bookcrossing che incita a far girare i libri e che quella foto è oggi la copertina della mia guida alle librerie vagabonde, quindi forse era destino che oggi io tornassi qua a conoscere le due libraie e la loro libreria.
Laura e Marta sorridono mentre mi offrono un caffè e mi dicono, abbiamo aperto da così poco che non so quanto possiamo raccontarti della nostra esperienza;
ma a me interessa proprio chiedervi questo, rispondo, Perché aprire una libreria, oggi? Perché farlo qua? Attenta siamo chiacchierone, mi rispondono. E io sorrido dicendo che non chiedo di meglio e che, probabilmente, è una caratteristica che in libreria ci sta. Forse un giusto mix, mi dice Laura, io quando entro in libreria amo anche il silenzio.
Marta è una milanese di origini piemontesi e mi racconta di avere un’esperienza ultra decennale nel settore del libro.
Ho lavorato in Feltrinelli per parecchi anni, dice, e so che spesso si ha un’idea sbagliata di quel mondo. Io ho attraversato un po’ tutti i settori, fino a diventare responsabile del reparto bambini e ragazzi e, come responsabile, avevo una buona manovra di scelta, ci tiene a sottolineare: potevo metterci del mio, insomma non tutto è stabilito dall’alto. Mentre mi racconta la sua esperienza tra i libri per l’infanzia noto che i suoi occhi si illuminano, poi con una mano mi indica la stanza della libreria dedicata ai ragazzi; e dalle dimensioni di quella stanza capisco subito che qua per il mondo dell’illustrazione e dei più piccoli c’è un occhio di riguardo.
Laura è romana ed è approdata a Milano per le ragioni del cuore. A Roma ho gestito l’impresa di papà, ci occupavamo di macchinari legati alla stampa, quindi la parte prima di tutto questo, mi dice indicando gli scaffali che ci circondano; poi ho avuto esperienze anche nell’editoria, aggiunge.
Entrambe precisano subito che le loro caratteristiche di commercianti e di imprenditrici sono fondamentali per la gestione di una libreria. Bisogna dimenticare un poco il sogno romantico che viene subito in mente quando si pensa al mestiere del libraio, qua si sollevano anche scatoloni e si fa fatica, aggiungono.
Mi raccontano di essersi conosciute un poco per caso, attraverso amici editori e scrittori in comune, in un momento in cui entrambe cercavano qualcosa di diverso.
Mi dicono di essersi ritrovate subito affini. Qualcosa tra di loro è scattato subito, insomma.
Marta si stava guardando intorno, stava cercando una nuova opportunità: l’esperienza in Feltrinelli le iniziava ad andare stretta e il post-pandemia l’aveva costretta in un contratto part-time per lei non sufficiente. Così viene a conoscenza che l’editore Brioschi ha intenzione di aprire una libreria all’interno di Cascina Cuccagna e capisce che quella è la sua occasione; da sola non può farcela e propone a Laura di unirsi a lei.
Come è andata a finire questa storia la vedo qua, oggi, davanti a queste due libraie che ogni volta che rispondono alla mia curiosità si guardano come a cercare supporto e consenso una nell’altra. Insomma due persone che si sono trovate e anche al momento giusto!
E quello che percepisco è che Laura e Marta sono ancora in quello che in un rapporto di coppia si definirebbe “innamoramento”, quella parte dove c’è ancora molta scoperta. Io le immagino, nei momenti più tranquilli della loro giornata, a raccontarsi i libri che hanno letto in passato, a consigliarseli, a cercare di intuire se piacerebbero anche all’altra, insomma a fare pratica di consigli da libraie. Anche se mi diranno di avere gusti molto simili.
La libreria non è molto grande e la scelta dei libri da tenere a scaffale è molto importante, mi dicono. Fare la selezione è stato un lavoro lungo e duro, ma anche molto bello e divertente. Ci siamo appoggiate alla consulenza di un’altra libreria milanese (Libreria Centofiori ), alla loro esperienza storica, poi ci abbiamo messo del nostro ovviamente e sappiamo che dovremo calibrare le proposte in base alla nostra clientela. Clientela che dobbiamo ancora inquadrare, aggiungono, anche se qualcuno ha già iniziato a ritornare e questo ci riempie di orgoglio.
Bellissimo, mi racconta Laura, è quando sono i bimbi a ritornare in negozio, entrano e guidano i genitori nell’area a loro dedicata.
Non sappiamo dirti quale sarà il nostro pubblico, continuano, certo abbiamo il giro di chi viene a Cascina Cuccagna per il bar e il ristorante o per i vari eventi, ma non è detto che quel pubblico sia interessato alla libreria, quindi dobbiamo puntare sul quartiere, sul farci un nostro personale zoccolo duro. A nostro sfavore gioca il fatto che non abbiamo una vetrina in strada, quindi bisognerà lavorare molto sui social, ma anche iniziare a fare presentazioni e gruppi di lettura. Stiamo proprio pensando a questo ora, del resto è settembre e tutto riparte. Poi hanno un’idea per il gruppo di lettura e la segnano su un’agenda che mi mostrano, dicendomi: Ci stiamo prendendo nota di tutto ciò che ci viene in mente, non bisogna mai stare fermi in una libreria.
Forse la parte di organizzazione di incontri è quella che amiamo meno, aggiungono, ma probabilmente tutto sta nel buttarsi, nell’iniziare insomma. È una cosa che non abbiamo mai fatto, ma che inizieremo presto a gestire.
Questa libreria è davvero molto carina, penso mentre fotografo e osservo le scelte editoriali sugli scaffali, dove vige l’ordine alfabetico per autore.
Per noi è importante dare dignità a chi ha scritto i libri, quindi non ci piace una divisione per casa editrice: è l’autore che comanda in questa libreria, mi fanno capire. Così le case editrici indipendenti si mescolano a quelle maggiori, mentre qua e là sugli scaffali alcune volumi selezionati dalle libraie spiccano in bella mostra.
Probabilmente, più avanti, faremo un tavolino di proposte dedicato a una sola casa editrice a rotazione, dice Marta, ma per il resto l’ordine rimarrà questo.
Poi parliamo di quei classici che bisognerebbe riscoprire, perché ognuno ha qualche “buco” su questo argomento (io voragini), ma anche dei libri che abbiamo in lettura (Marta mi dice che sta leggendo La pelle di Malaparte più una nuova uscita che stanno attendendo in giornata: Laura ha recuperato dalla biblioteca di papà un’edizione de Il tamburo di latta, ne aveva tre, racconta, chissà perché) e mi mostrano alcune bellissime pubblicazioni per grandi e piccini, dove l’illustrazione regna sovrana, ma non solo aggiungono. Il mondo della letteratura per l’infanzia sta proponendo davvero grandi cose, anche a livello divulgativo; in alcuni libri abbiamo scoperto cose che nemmeno noi conoscevamo, concludono con un sorriso.
Perché sorridono tanto queste due ragazze,
e infatti aggiungono che vorrebbero che questo fosse un luogo dove la gente si possa sentire accolta con gentilezza e dove i consigli non arrivino solo dalle libraie, ma anche dei lettori. Un vero scambio insomma. Bisognerebbe uscire dalla propria zona di conforto, dicono, e seguire strade diverse, farsi consigliare qualcosa che magari non si sarebbe mai letto,
un poco come faccio io con il Libro Vagabondo, rispondo.
Guardo quell’ambiente che, saranno le dimensioni ridotte, saranno quelle finestre con le persiane, mi fa pensare alla biblioteca della casa che vorrei o a quella di un amico che abita la casa che vorrei; suggerisce calore questa libreria, e penso sempre più che questo sia un luogo ideale per le chiacchiere, magari appoggiando un braccio al camino (sì c’è anche un caminetto) e ordinando un caffè al bar di fronte.
Le saluto augurando loro un grande in bocca al lupo e pensando a quanto ammiro il coraggio di chi si butta. Esco dicendo che tornerò per sapere come sta andando; faccio un giro della cascina portandomi dietro l’armonia di queste due libraie che vengono a lavorare in bicicletta, queste due amiche che si sono trovate da poco e che sembrano già conoscersi da parecchio, amiche che hanno deciso di condividere un sogno, un progetto, un futuro. Penso che alla fine non mi hanno risposto sul perché aprire oggi una libreria. O forse anche sì…
Libreria Brioschi Cuccagna è a Milano, via Cuccagna 2
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qua è dove potrai conoscere Laura e Marta e ascoltare le loro risposte alle cinque domande


