Bestiario sentimentale

Guadalupe Nettel – La nuova frontiera – traduzione Federica Niola

“Conclusi che nell’ambito delle emozioni avviene qualcosa di simile: tipi molto diversi di sentimenti (spesso simbiotici) si definiscono con la parola “amore”. Gli innamoramenti molto spesso nascono in modo imprevisto, per generazione spontanea. Una sera ne sospettiamo l’esistenza a causa di un bruciore appena percettibile, e il giorno dopo ci rendiamo conto che ci hanno colonizzato in un modo che, se non è definitivo, pare tale. Sradicare un fungo può essere complicato tanto quanto porre fine a una relazione indesiderata.”
(Funghi)

Bestiario sentimentale: titolo italiano perfetto, ancor più di quello originale che fa riferimento solo al primo dei cinque racconti di Guadalupe Nettel. Cinque racconti che parlano di sentimenti, di coppie, di amore, di relazioni e, ovviamente, di legame con gli animali. Animali che qua diventano specchio dell’uomo o della donna, riflesso di un sentire, di un istinto di un modo di percepire, di indagare, di reagire anche.
.
Così ecco quel primo racconto che dà il titolo alla raccolta originale dove una coppia di pesci rossi combattenti rispecchia ciò che sta succedendo a una coppia nel momento dell’arrivo di un figlio, ma forse anche un attimo prima.
.
Maternità che troviamo anche in Felina, dove la protagonista affronta i dubbi dell’essersi scoperta incinta, proprio mentre la gatta di casa si trova nella sua stessa condizione

“È vero che i gatti sono meno esigenti dei cani e che in genere la loro compagnia è meno forzata, a volte quasi impercettibile. Ma so per esperienza che possono sviluppare un’enorme empatia nei confronti degli individui della loro stessa specie, così come nei confronti dei loro padroni. In realtà, i felini sono animali estremamente versatili e il loro carattere spazia dall’ostracismo della tartaruga fino all’onnipresenza del cane”
(Felina)

In guerra nell’immondizia, invece,  troviamo un ragazzo che un giorno schiaccia uno scarafaggio in cucina, senza immaginarne le conseguenze

«E poi non c’è niente di male a mangiare gli insetti» esclamai, usando le parole di Isabel. «Al mercato li vendono.»
Clemencia rimase in silenzio e, nel frattempo, mi rivolse uno sguardo accusatorio, carico di risentimento.
«Nessuno mangia gli scartafacci, oltre a voi. Ma quello che si fa nella vita si paga sempre. Non vi stupite della sfortuna, poi.»
(Guerra nell’immondizia)

Arriviamo così al mio racconto preferito, dove il protagonista “non umano” è un fungo, e dove il fungo rappresenta la trasformazione di una storia d’amore clandestina, un tradimento, in una storia che diventa ossessione: dove è impensabile una vita lontana dall’oggetto di quell’amore

“Noi parassiti – ora lo so – siamo esseri insoddisfatti per natura. Il nutrimento e l’attenzione che riceviamo non ci bastano mai. La clandestinità che ci garantisce la sopravvivenza molto spesso è anche frustrante. Viviamo in uno stato di tristezza costante. Dicono che per il cervello l’odore dell’umidità e quello delle depressione siano molti simili.”
(Funghi)

Per concludere con il racconto dove una vipera che viene separata dalla compagna solo per poterne osservare il dolore

«… Per questo ho comprato questo animale, per questo ho deciso di separarlo dalla compagna, per osservare il suo dolore riflesso del mio»
(La vipera di Pechino)

Nettel sceglie un modo originale per raccontarci, in fondo, quello che siamo: uomini e donne in balia delle emozioni. Animali, anche noi, e dato che, come nelle parole di Plinio il Vecchio, citate nell’epigrafe:
.
“tutti gli animali sanno di che cosa hanno bisogno, tranne l’uomo”
.
animali, noi uomini, che abbiamo bisogno di confrontarci e imparare da quegli animali che hanno già capito tutto. Da quegli animali che non si fanno domande, ma seguono la loro natura.