Peter Cameron – Adelphi – traduzione Giuseppina Oneto
«A me sembra divertente» disse David.
«Solo a ripensarci, però» ribatté Lilliam.
«La vita è tutta così».
«Tu credi? A me pare il contrario. Le cose mi sembrano divertenti mentre accadono e dopo, a ripensarci, le trovo patetiche. Almeno io la mia vita la vedo così. Come va la tua di questi tempi?»
«Non so. Divertente e patetica, direi».
Partire da un dialogo per parlare di un romanzo di Cameron mi pare cosa giusta. Lui è il mago delle conversazioni, lui è capace di rendere un dialogo vero, credibile sempre, impeccabile.
In Anno bisestile (l’anno bisestile in questione è il 1988, l’anno della mia maturità, ma questa ovviamente è un’altra storia) siamo a New York e siamo dentro a un romanzo, in un certo senso, corale. Un Love actually per intenderci, ma senza tutta quella dolcezza della commedia americana, con il cinismo e lo sguardo schietto di Cameron. Una commedia americana dove il lieto fine non è cosa scontata, vite che si incontrano o che si conoscono da sempre: i tre protagonisti principali sono amici, Loren e David (prima marito e moglie e ora divorziati con qualche rimpianto e qualche ripensamento, e una bimba che li tiene legati l’uno all’altra)
“Prima di scendere si fermarono a controllare Kate. Dormiva meravigliosamente. La guardarono a lungo perché quella visione li faceva stare meglio con sé stessi, con tutto il resto. Se potessimo stare sempre a guardare Kate che dorme, pensò Loren, se fosse tutto qui, ce la caveremmo. Ma ovviamente non era tutto lì. Quella era solo una parte infinitesimale. Una manciata di minuti a notte fonda.”
e Lilliam l’amica di entrambi che non riesce a trovare l’amore, ma vuole avere un figlio (io qua ho pensato subito a uno dei miei film preferiti Il grande freddo)
“Si sentì sola sapendo che in quel momento non era nei pensieri di nessuno”
E poi ci sono le persone che a questo trio ruotano attorno; amanti, fidanzati reali o potenziali, genitori
“«Gesù,» fece David «ricordate la tranquillità?».
Per un istante la vita parve fermarsi, mentre tutt’e tre, in silenzio, erano assorti nei rispettivi ricordi, ma poi le risate di Kate e Judith che correvano in corridoio li riscossero, e la vita si affrettò ad andare avanti.”
E su tutti pare regnare questo anno strano, questo anno bisestile, nel quale vengono commessi errori e prese decisioni. Nel quale succede un po’ di tutto, persino un rapimento e un processo per omicidio.
Un romanzo che parla di relazioni, ma forse semplicemente di vita. Di quella vita dove a volte bisogna fare delle scelte, dove a volte si sbaglia e non sempre si può rimediare a un errore, ma a volte vale la pena almeno di provare a farlo, e chissà… Di quella vita che non ti permette di renderti conto dei momenti felici che stai vivendo, ma te li fa realizzare solo dopo, quando sono passati, quanto li recuperi nel ricordo.
Il romanzo è del 1990 (ma era già stato pubblicato a puntate su una rivista, appunto, nel 1988), un Cameron giovanile, quindi, ma che di acerbo non ha proprio nulla, un Cameron già magistrale qui e un romanzo di quelli che ti fanno sentire non solo lettore, ma anche spettatore. Comparsa che si aggira insieme ai protagonisti tra le strade di New York (principalmente), tra gallerie, locali e appartamenti di lusso, e quelle feste (magari di fine anno) che abbiamo visto in migliaia di film (e qua, non so perché mi viene in mente Hanry ti presento Sally)
“«Facciamo un altro giro nell’isteria della festa» disse Heath. «Voglio vedere chi c’è»
«Cerchi qualcuno in particolare?»
«Tutti siamo qualcuno in particolare».”
Un libro da quale fai poi fatica a uscire e a tornare alla tua realtà fatta dalla “banalità” di tutti i giorni…
Poi ho scoperto che:
“Durante l’«anno del salto» le donne potevano corteggiare gli uomini. In Scozia, nel 1288, fu approvata una legge in seguito alla quale «viene stabilito e ordinato che, durante il regno della beatissima Margherita, negli anni cosiddetti “del salto”, le donne nubili di alta e bassa condizione hanno la libertà di dichiararsi all’uomo da loro prescelto. In caso di rifiuto, questi sarà multato con la somma di una sterlina o meno, a seconda della sua condizione; ad eccezione del caso in cui possa rendere manifesto di essere fidanzato con un’altra donna, ragion per cui sarà lasciato libero»”
(Encyclopaedia Britannica) – ovviamente l’anno del salto è l’anno bisestile

