Anatomia di un matrimonio

Virginia Reeves – Edizioni Clichy – traduzione Giada Diano

“Fred conosce i limiti della sua professione, tutti i modi in cui può fallire con i suoi pazienti. Conosce il bisogno di cambiare e riorientare. Quando un modello non funziona, ne prova un altro. E un altro ancora. Ma non è riuscito ad applicare quel principio al suo matrimonio. Ha persino notato i cambiamenti nel comportamento del suo matrimonio, ma non ha riformulato la terapia. È semplicemente andato avanti, credendo ciecamente che stesse guarendo da solo.”

Fred è uno psichiatra comportamentale, il direttore di un istituto di Stato per l’esattezza, è un uomo votato al lavoro, un uomo che ha il compito di “salvare” i suoi pazienti, di provare a riabilitarli, di salvare anche quell’istituto che versa in condizioni pessime. Fred è ambizioso, lavora troppo, torna a casa tardi e i suoi ritardi non sono sempre dovuti al mero lavoro

“Lavorare in un istituto richiede lontananza, sei sigarette, svariate birre e una camera di decompressione chiamata automobile. E anche un tragitto abbastanza lungo da permettere ai pensieri che non si sono ancora formati di formarsi, a quelli sommersi di riemergere e agli eventi di riscriversi. Come i poliziotti e i pompieri e i soldati, gli psichiatri di Stato imparano da soli a separare le esperienze: casa versus ospedale. Gli intervalli servono ad analizzare”

Fred ha una moglie, Laura, una donna che ha abbandonato le sue ambizioni per seguirlo in Montana (l’istituto si trova lì) e per vivere una vita lontana da quella che aveva immaginato

“Non voglio stare qui. Voglio tornare al bar con Tim a parlare della vita che pensavo avrei avuto: una critica che sceglie il mio lavoro da una vetrina universitaria e lo espone nella sua galleria a New York, facendo conoscere il mio nome in tutto il mondo. Fama e magari un po’ di fortuna. Una matrimonio pieno di risate e cibo e alcol. Viaggi. Bambini con l’idea di continuare a lavorare.”

Tra Fred e Laura ci sono dei segreti, ci sono dei non detti, ci sono le abitudini di una vita matrimoniale che inizia a dare molto per scontato, per acquisito forse. Insomma tutti quei segnali che, da sempre, sappiamo rischiano di portare alla rovina.
E poi c’è Penelope, una giovane paziente di Fred. Penelope è bella, è intelligente, ha diciassette anni, ama la poesia e si innamora di Fred
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Questo è il punto di partenza di Anatomia di un matrimonio, dove il titolo è perfetto e ci dice già molto. Perché il matrimonio di Fred e Laura qua viene vivisezionato, visto da quell’interno che sono i pensieri di Laura e i comportamenti di Fred (i capitoli di Laura sono in prima persona –  mentre quelli di Fred sono raccontati con una terza persona che, comunque, ha lo sguardo puntato su di lui); perché come ci viene spesso detto non è possibile giudicare un matrimonio dall’esterno, solo una coppia sa conoscersi, sa capirsi, può rispondere ad alcune domande, ad alcuni vincoli creati dalla vita in comune, dai ricordi, dai trascorsi.
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Ma cosa succede quando tutto questo c’è, ma non si trovano le parole per rinnovarlo? Quando gli errori portano alla rottura

“Non capiva perché volessi lavorare in una boutique perché credeva fermamente che dovessi rimanere a casa a dipingere.
Non ha saputo comunicarmelo però, e io non ho avuto la pazienza di scavare per capirlo.”

Quando ci si sente non visti, quando le mancanze non sono più sopportabili o giustificabili’?
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Anatomia di un matrimonio parla di amore, di cambi di direzione e di rimpianti. Di quei legami che, nonostante tutto, non si spezzano, non si dimenticano. Ci dice che, a volte, il desiderio si rivolge verso ciò che non abbiamo e che l’amore può avere sfaccettature diverse, sfumature differenti

“Faccio l’amore con entrambi, con Tim che non ha mai smesso di vedermi e con Fred che mi vede solo adesso che non riesce a vedere molto altro.”

può anche non farcela a volte, cadere in tentazione, deludere, rendere deboli.

“Gli esseri umani sono fatti per restituire gli abbracci, per aderire l’uno all’altro; cercano istintivamente un corpo a cui stringersi, calore da assorbire e distribuire. Se si ritraggono, si tratta di reazioni generate da qualche trauma”

Ma Reeves mette a confronto anche le dinamiche maschili e quelle femminili, regalandoci l’immagine di due donne che sanno essere a loro modo forti e indipendenti. E Reeves ci regala un romanzo che ci tiene incollati fino alla fine