Non tutti i libri sono per tutti

Il segnalibro a ricordarle che ha letto solo un terzo, forse un quarto del libro. Il libro posato sul comodino e nessuna voglia di riprenderlo in mano. In quel libro lei non è riuscita a entrare, non ci sta riuscendo, eppure ogni giorno ci prova per un pezzettino, cerca quell’aggancio, un motivo per restare.


Eppure l’argomento è interessante.


Eppure l’ambientazione è la stessa di quel libro che le è piaciuto tanto.
Eppure di quella scrittrice (o di quello scrittore) le hanno parlato bene.
Eppure…
Eppure lei con la mano raggiunge un altro libro, una delle prossime letture in scaletta.
Eppure entra in un’altra storia.


Non tutti i libri sono per tutti, le sussurra la solita voce che rivendica i diritti del lettore.


E se, pensa lei, superato quell’ostacolo poi il libro cambia e diventa più mio.
Non succederà.
E se succede?
Cosa fa la differenza tra un libro che ti avvolge subito e uno che ti lascia fredda, si chiede. Cosa fa la differenza quando sai che sei davanti a due libri validi, due scrittori (o scrittrici, o uno scrittore e una scrittrice) che non sono proprio gli ultimi arrivati? Lo stile, forse, la scrittura anche.
Uno stile e una scrittura che non sono quelli che ami tu, probabilmente.


Siamo tutti diversi, le ricorda la solita voce.


Ed è questo il bello, pensa lei.
Ma poi quel libro continua a tenerlo lì, sul comodino: magari domani, si dice…


Le tornano in mente due ragazzine sedute sul treno, una di fronte all’altra, dodici, tredici anni al massimo. Le mamme sedute poco distanti  hanno appena intimato loro di mettere via i cellulari. Così una delle due chiede all’altra: chi è della nostra classe che ti piace di più?
L’altra pensa solo un attimo e poi:

Matteo è il più simpatico, dice. Poi aggiunge, però Tommaso è il più simpatico e amichevole.


Non sa se quella ragazzina ha risposto all’amica, non sa se quella ragazzina ha tenuto nascosto il nome di chi le piace veramente. Non lo saprà mai.
Però pensa che forse sta proprio lì la differenza, in quel gradino in più. Quel gradino che passa tra un buon libro e un libro che diventerà un suo buon libro.