Sono belli. Sono una madre, un ragazzino e una ragazzina e sono belli.
Il ragazzino ha undici anni e la ragazzina tredici, ma questo lo sapremo dopo.
La madre lascia che sia il ragazzino a parlare e lui racconta di aver letto un libro che gli è piaciuto molto, dice il titolo e poi dice il titolo di quello che sta leggendo ora. Gli dico che del primo libro esiste un seguito e i suoi occhi per un momento si illuminano. Ma è terminato, aggiungo, raccogliendo il suo sguardo deluso.
Lui dice che deve scegliere un terzo libro
e la madre ci racconta che il figlio ha un obiettivo da raggiungere: tre libri prima dell’inizio della scuola. Un obiettivo che lo porterà al premio: lo zaino per andare a scuola.
Gli facciamo delle proposte, lui ci ascolta e rimane per un poco indeciso a guardare le copertine, poi sceglie quello che ha anche un seguito. Mi piacciono le storie che poi continuano, aggiunge. Poi mi chiede dove deve posizionare i libri che non ha scelto e io gli sorrido e gli rispondo di non preoccuparsi.
Anche la ragazzina ha scelto un libro e poi racconta di aver iniziato ad amare la lettura lo scorso anno, di leggere perché le piace leggere. Dice che è tutto merito della sua professoressa di italiano che le ha fatto leggere libri belli, e ce ne elenca anche i titoli.
Dice che ha un quaderno dove raccoglie il racconto dei libri che ha letto.
La madre la ascolta sorridente e orgogliosa, poi guarda il ragazzino e dice, lui deve ancora leggere con un obiettivo e quell’”ancora” fa capire che spera che l’obbligo poi diventi piacere. Ma quel ragazzino è già sulla buona strada, penso io.
Se ne vanno salutando e promettendo di venire a darci un riscontro sui libri che hanno preso.
Li guardo uscire e penso a quanto sono belli: ragazzini capaci di raccontare le loro emozioni e le loro letture, di scegliere senza lasciare agli altri i compito di farlo. Ragazzini che ti chiedono dove devono riporre i libri che hanno guardato e non scelto, non dando per scontato che ci sarà qualcuno a farlo per loro.
Poi penso che i lettori del futuro non possono che nascere da genitori attenti, insegnanti ispirati e, ovviamente, buoni libri.

