I colori dell’amore

La donna dice al ragazzo che il colore rosso fa pensare all’amore. Parla di cuori rossi, la donna, di rose rosse.


Il ragazzo le risponde che per lui l’amore non è rosso, ma è giallo, perché le sensazioni gialle sono quelle più belle, quelle che ricordano il sole.

La donna e il ragazzo sono due personaggi di un libro che ho letto di recente. La donna poi tornerà a casa troverà il suo amore seduto al tavolo in cucina, mentre canta in modo stonato una canzone, la bacerà sulla voglia che ha sul mento e penserà che l’amore, in fondo, non è rosso, non è giallo, ma è blu. Blu come il cielo che vedi, per la prima volta, dal finestrino di un aereo.

Forse ognuno colora l’amore del colore che più ama o di quel colore che più si “abbina” alla persona che ama. Magari anche al momento, perché anche l’amore ha i suoi momenti.

Nasce rosso l’amore, o magari rosa per poi trasformarsi in rosso. Poi diventa giallo come quel sorriso che ti ritrovi stampato sul volto, ma anche arancio come quei tramonti che, con dita intrecciate a dita, corri a guardare.

Il verde, poi, accompagna ogni fase dell’amore: nella speranza di essere ricambiati, nella speranza che non finisca, nella speranza che tu riesca a dimenticarlo.

L’amore se va bene, se sei fortunata, diventa di una tonalità pastello, di un colore capace di abbracciarti e di scivolarti addosso lieve, di farti dimenticare il colore di una giornata andata male, di un pensiero sbagliato, di una parola che ti ha tagliato addosso una ferita.

E se diventa grigio o nero quell’amore, forse amore non è più, quindi non parliamone proprio.

Quando penso a te, io l’amore lo ricordo bianco. Bianco perché era il colore che ti rendeva più bello. Bianco come una nuvola che basta un poco di vento per spazzarla via o una poca di pioggia per farla sciogliere. Bianco come il tarassaco quando è ormai così fragile che basta il soffio di un bimbo. Bianco come un foglio bianco con una matita appoggiata sopra, come una pagina non scritta. Una pagina che non è stata, né mai sarà.